One Piece: tra sogni, legami e speranza

Sì. Lo ammetto, sono stata travolta e risucchiata pure io dal vortice della saga di One Piece e, a dire il vero, lo dico anche con una punta di orgoglio. Il successo della serie live action prodotta da Netflix, basata sul manga di Eiichirō Oda (dal quale è stata anche tratta la serie animata), non è casuale. La trama trovo sia ricca di spunti, riflessioni e di temi degni di nota anche per chi lavora nell’ambito dell’aiuto e del sostegno professionale. 

In un mondo dove si è sempre più confrontati a instabilità e incertezza, Oda con il suo mondo fantastico e a tratti folle, riporta ad alcuni fatti della vita che sono importanti per tutti noi. Credo sia questo che ha fatto riecheggiare il suo successo un po’ ovunque nel mondo. La serie parla di legami, affetti, sogni, paure, perdite e lo fa con una carica emotiva che non risparmia e da cui scaturisce il suo potere travolgente.

Ho dovuto fare una scelta perché gli spunti che la serie offre sono tanti (e ce ne saranno altri siccome la saga del live action è solo all’inizio). Ho quindi scelto 7 concetti che, seguendo la storia, mi sono arrivati dritti al cuore, soprattutto per il modo in cui vengono rappresentati e il significato che viene attribuito ad essi. 

Avvertenze: per chi non avesse ancora visto One Piece, il contenuto seguente contiene degli spoiler!

  1. Abbandono, perdita

Luffy, protagonista della saga che sogna di diventare “Re dei pirati”, all’ingresso della Rotta Maggiore, incontra Laboon, una gigantesca balena che continua a colpire  incessantemente  con il muso il promontorio Futago (Twin Cape). Laboon si era affezionata a un gruppo di pirati che non sono mai più tornati a farle visita e vive questa separazione con profondo dolore. Senza riuscire a darsi ragione per l’accaduto, Laboon adotta questo comportamento autolesionistico che non le lascia pace. Luffy le allevia il dolore cantandole una canzone, come era solito fare Calico Yorki, capitano dell’equipaggio scomparso. Infine, le dice una verità che per Laboon si rivelerà terapeutica: “La gente se ne va Laboon…ma a volte finisci in posti che non avresti mai immaginato e incontri persone che restano”. La balena reagisce a queste parole con evidente commozione. Successivamente smette di essere aggressiva verso gli altri e verso sé stessa e si rasserena.Le parole confortanti di Luffy le hanno restituito speranza e un nuovo scenario di possibilità future, anziché restare bloccata in un passato che non poteva cambiare.

  1. Amicizia

Nami, tradita da Arlong e disperata del controllo che egli continua ad esercitare su di lei, si lascia andare in un pianto e chiede aiuto a Luffy. Lui non esita un momento e compie un gesto dalla forte connotazione simbolica: le poggia sul capo il suo amato cappello di paglia dicendole “Certo che lo farò”. Sin dall’inizio della saga si comprende quanto quel cappello sia importante per lui. Il fatto di metterlo in testa a Nami rappresenta un gesto di fiducia e riconoscimento che comunica chiaramente “sei dei nostri, non ti lascio sola”. Nascerà quindi un’alleanza tra Nami e Luffy, un legame forte e sincero.In fondo, per tutti noi gli amici sono quelli che restano nei momenti difficili e non esitano a offrire sostegno.

  1. Determinazione

Impossibile non inserire uno spunto che riguardi Tony Tony Chopper, dolce e simpatica renna dal naso blu che sogna di diventare un medico. In fondo… “Perché una renna dal naso blu non può diventare un medico?” Tra i tanti messaggi che la storia di Chopper ci regala c’è proprio questo che suona un po’ come una provocazione. Tuttavia  non lascia spazio a esitazione nello spirito entusiasta e ottimista in cui viene presentata la questione. Chopper possiede tutto l’entusiasmo e la determinazione necessari per poter portare avanti la sua missione di vita nonostante tutto e tutti ed è proprio in quella direzione che si muoverà. In chiave metaforica questo riporta fiducia e coraggio ai nostri obiettivi, laddove altri avevano seminato in noi il dubbio di non essere all’altezza dello stesso.

  1. Speranza

Il Dottor Hiriluk che considera Chopper suo figlio e con il quale ha stretto un legame speciale, viene a mancare verso la fine della seconda stagione del Live Action, lasciando in eredità una medicina che secondo lui può curare tutto. Il suo intento, infatti, è quello di guarire il cuore degli abitanti del Regno di Drum. Più che una miscela reale di sostanze, per Hiriluk il potere di questa medicina è racchiuso nei sogni, nella speranza, nell’altruismo. Simbolicamente la speranza viene rappresentata dai petali di fiori di ciliegio che mossi dal vento si spargono nel Regno e che con la loro bellezza, donano meraviglia, incanto e infondono maggiore fiducia anche ai cuori più aridi. Viene quindi enfatizzato il potere curativo che le emozioni positive possono avere negli esseri umani

  1. Sogni

A partire da Luffy, inguaribile ottimista che ripete spesso a squarcia gola con grandissimo entusiasmo che diventerà il “Re dei pirati”,  anche i suoi compagni di ciurma coltivano dei sogni. Zoro vuole diventare il più grande spadaccino del mondo, Chopper aspira a divenire medico, Usopp sogna di essere un coraggioso guerriero dei mari (per andare contro la sua natura codarda e menzognera). Infine Nami, sogna di mappare l’intero mondo in maniera dettagliata e Sanji, sogna di trovare l’All Blue, mare leggendario. A un livello di analisi più profondo oltre al coraggio e alla passione che mostrano i personaggi nel perseguire i loro obiettivi, si può scorgere come spesso i loro sogni prendono forma in seguito a traumi che li hanno condotti a fare delle promesse a sé stessi. Ad esempio, il cappello di paglia che Luffy indossa, è un regalo di Shanks, il quale aveva sacrificato il suo braccio per salvarlo da un mostro marino. Shanks diventerà per lui un esempio di coraggio e audacia, elementi che lo ispirano e lo guideranno nel realizzare il suo sogno. L’infanzia di Zoro viene invece segnata dalla perdita della sua stimata amica Kuina, abile spadaccina. Con la sua scomparsa, Zoro decide di onorarla, portando avanti l’ambizione di Kuina e portando con sé la sua spada. Questi sono solo alcuni esempi, ma in One Piece possiamo estrapolare diverse storie che si sviluppano in maniera simile.

Seppur presentati con estremo entusiasmo, ardore e passione, da un punto di vista sociologico, tornando al contesto reale in cui si muove Oda, si può osservare come gli obiettivi di vita tramandati di generazione in generazione, rappresentano un tema importante per la cultura giapponese, paese di origine dell’autore della trama. In Giappone, infatti (soprattutto nelle regioni più rurali e conservative), la tradizione vuole che i giovani della famiglia siano chiamati a portare avanti le tradizioni e le attività famigliari, anche dopo la scomparsa dei genitori. 

  1. Sacrificio

Il tema del sacrificio emerge in One Piece in diverse forme. Spesso si assiste a figure adulte che sacrificano sé stesse per proteggere i più giovani e/o permettere loro di andare avanti e poter garantire continuità al loro scopo di vita che per diversi motivi non possono garantire di portare a termine. Né è esempio la storia di Sanji e Zeff, capo cuoco del Baratie (ristorante sul mare). Zeff sacrifica la sua gamba per poter salvare Sanji e lasciare che sia quest’ultimo a custodire e portare avanti il sogno di trovare l’All Blue.

  1. Famiglia

Nell’opera di Eiichirō Oda, inoltre, emerge molto spesso il tema della famiglia che propone in chiave più originale rispetto ad alcune visioni tradizionali. One Piece trasmette il concetto per cui la famiglia è quella che ti scegli, come nel caso dei ragazzi che vanno a comporre la ciurma capitanata da Luffy: ragazzi che per un motivo o per l’altro scelgono di stare insieme, creando una forte alleanza basata su lealtà e sull’esserci l’uno per l’altro. Non da ultimo molti dei personaggi portano con sé un vissuto come orfani, cresciuti con la mancanza di uno o entrambi i genitori. Troveranno poi nel corso della vita figure per loro importanti e ne faranno dei punti di riferimento. Si parla qui ad esempio di Nami che trascorre i primi anni di vita con la madre adottiva. Questa parte di One Piece viene approfondita nella serie animata, dove negli episodi 35-36, viene trattato anche il tema del legame di sangue: quando una famiglia è a tutti gli effetti una famiglia? In questi episodi emerge chiaramente quanto ciò prescinda dal legame genetico e biologico; si tratta di un qualcosa che va oltre.

Culturalmente in Giappone, la pratica delle adozioni non è così convenzionale. Seppur socialmente accettata in certe forme, è quasi più comune adottare figli maschi adulti qualora venga a mancare un membro del nucleo famigliare che possa preservare la continuità della famiglia. Lo scopo è quello di portarne avanti il nome, il patrimonio e i rituali ancestrali. Motivo per cui, in questo contesto, l’adozione non è sempre necessariamente considerata una scelta affettiva.

Sulla base di queste considerazioni, il lavoro di Oda risulta ancora più interessante, originale ed intenso: propone visioni sovversive che vanno a ribalatare prospettive tradizionali, aprendo la porta a nuove concezioni su cosa rende un gruppo di persone una famiglia a tutti gli effetti. Tutto ciò suggerisce una riflessione non chiaramente esplicitata ma che non passa del tutto in sordina ”…E se non servisse nient’altro che l’amore per costruire una famiglia?”

Nel mondo di oggi dove siamo spesso sommersi da notizie poco confortanti, messaggi come quelli riassunti qui sopra, riaccendono fiducia e speranza, riportandoci a ciò che davvero può fare la differenza nella vita di tutti i giorni.


Fonti: https://www.giapponegiappone.it/società/Il-diritto-di-famiglia-si-adatta-al-mondo-moderno%3F/

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